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Anche in questa sua 4ª edizione, Art Parma Fair consolida la collaborazione con il critico d’arte e curatore di mostre ed eventi Raffaella A. Caruso. Nel Padiglione 2 del quartiere fieristico di Parma, il 27 e 28 febbraio e ancora il 4-5-6 marzo (con ingresso al pubblico dalle 10 alle 19) la mostra-mercato d’arte moderna e contemporanea organizzata in concomitanza con Mercanteinfiera, ospiterà un evento esclusivo da lei curato.

Si tratta dell’esposizione dal titolo evocativo: “Parlare ai muri”. A darle corpo, le opere di Maurizio Ceccarelli e Teso, i quali offrono, in questo progetto inedito, un focus su come street art, writing e arte concettuale, possano dare vita a interessantissime contaminazioni fresche e “veloci” che solo la Pop Art sa offrire. Una sorta di ribaltamento, quindi, prospettico, idiomatico e artistico del cliché in base al quale la frase Parlare ai muri sottende sconforto, chiusura, incomunicabilità. E invece, attraverso le opere nate “dalla strada” di Ceccarelli e Teso, l’arte e il cuore sanno alzare muri che non vogliono dividerci ma sono capaci di parlarci, accogliendo la protesta, la vita e la sensibilità di chi passa e li ammira.

Maurizio Ceccarelli nativo di Sasso Morelli nell’Imolese, da anni fa del viaggio un’esperienza intima ed emozionale, riportando le proprie sensazioni in manifesti strappati. Non è il gesto dello strappo che lo attrae, ma l’amore per la carta, la sovrapposizione, la ricomposizione della storia, il riuscire a dare un senso altro alle immagini e alle parole spesso incise su quei manifesti, a far vivere al racconto uno svolgimento diverso. Le sue storie sono sempre ricche di colore e movimento (quello dello spettatore che corre per le metropoli) e nonostante questo elemento di disturbo il lettore trova subito il focus compositivo, il significato reale, abilmente guidato dall’andamento degli strappi, dall’intensità di retini tipografici che sanno dove fare posare lo sguardo.

I suoi lavori, spesso letti come esercizio di decollage, possono essere interpretati e scoperti da un’altra ottica. Quella dell’ambiguità di segno.Sono passati più di 50 anni e il decollage è ormai una tecnica usata da tanti pop artist nel mondo. Ceccarelli, però, compie sempre un viaggio: per le strade del mondo alla ricerca dei manifesti e dentro di sé, e questo gli permette di cogliere in rapidi passaggi, particolari tra i retini tipografici e tra i colori che ingannano i grigiori metropolitani. Sulle sue carte così c’è dell’altro. Sono le tag dei writer, i sussurri delle nostre debolezze o le urla di protesta che non riusciamo più a gridare. Le raccoglie, le fa sue riuscendo a trovare poesia anche nel dolore.

Dalla sua ultima esposizione a Parigi, tra dicembre 2015 e gennaio 2016, ha portato un commovente #JesuisCharlie che parla di sangue con la leggerezza dei Peanuts e un ruvido Paris encore – Parigi ancora e nel cuore – perché non si può rinunciare anche nel dolore al gioco delle assonanze.

Ceccarelli è attivo sin dall’inizio degli anni Duemila, il primo riconoscimento per Maurizio avviene nel novembre del 2013, quando si aggiudica il terzo posto alla fiera d’arte di Reggio Emilia. Le opere però da quasi cinque anni si possono visitare presso fiere d’arte in Romagna e fuori anche Regione. Un evento importante nella carriera dell’artista è sicuramente la sua prima mostra personale, presso “Le vecchie pescherie di Cervia”, luogo di rilievo storico e importante simbolo della città, dove nel luglio 2014 vengono presentate le sue opere. Per la prima volta in dicembre 2014 espone presso la fiera “La metamorfosi della materia”, insieme ad altri artisti provenienti da vari Paesi, a Parigi nel quartiere del Marais.

Teso, al secolo Corrado La Mattina, nasce a Cava De’ Tirreni nel 1982. Dalla solida formazione accademica e dal ricco curriculum espositivo (che va da Circumwriting a Napoli nel 2004 al PAN nel 2011 sino ad I HAVE A DREAM a Palazzo Reale a Milano nel 2014) riesce con maturità a fare convivere l’anima della tradizione pittorica di ascendenza pop e concettuale con lo spirito libero di street e writing, ove mette abilmente a frutto l’abilità nella deformazione della figura, nella distorsione, nell’ingrandimento quasi caricaturale del particolare. Le opere di Teso sono spiazzanti proprio per quest’apparente ambiguità di segno. Non i colori fluo del sogno, non quelli acidi di speranze intuite, mai dichiarate e già disilluse, ma piccoli capolavori del concettuale. Persino commoventi per la ruvida eleganza e l’attenzione al mondo. La superficie su cui Teso opera è una t-shirt, impregnata di resine, stucchi, olio e spray. I colori sottotono, indefiniti, sporchi di altro. Il sangue di un soldato, il sudore dello sportivo, forse l’agonia dei martiri.

Il progetto “Parlare ai muri”, attraverso il quale Raffaella A. Caruso vuole omaggiare gli street artist, la loro voce e i loro gesti potenti ed evocativi, nasce nel 2013 proprio con Teso, allora in duo con Gola, e la complicità del’indimenticato stilista Elio Fiorucci il quale pensava che la Street Art fosse vita e verità.

Teso iniziò allora a ragionare su come riportare le proprie opere per strada. Nascono così questi pezzi di muro del Bronx, di Berlino, della striscia di Gaza, di Milano o di Scampia. Ovunque siano poste barriere dell’uomo all’uomo. Ora divise assurde, ora travestimenti da supereroi. Ma sempre vere e da toccare. Come la vita.

Tecnica mista e decollage su tela cm 100x80  Teso, Embargo, 2015, diorite, stucco, colori a olio su cotone, cm 74x70,5

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di Fiere di Parma -
Mercanteinfiera Autunno 2014